Le Sostituzioni Armoniche

Da Jazzitalia
di Marco Di Battista

In questa settimana (finalmente!) incomincerò a trattare uno degli argomenti più spinosi dell’armonia jazz: le sostituzioni armoniche.

Un capitolo insidioso e controverso, infatti, oltre a radicalizzarsi su una tecnica di base inconfutabile, fonda molte delle sue frattali ramificazioni sull’inventiva e sulla fantasia dell’esecutore-compositore.

Quando nella lezione n°18 ho scritto che l’armatura di chiave non può essere affidabile per l’identificazione della tonalità d’impianto, mi riferivo al fatto che attraverso la capacità d’introdurre sostituzioni, avrei creato modulazione su modulazione sin dalle prime battute di un pezzo, rendendo insufficiente quanto prefigurato in chiave.

  1. Ma cosa sono le sostituzioni ?
  2. In quanti ceppi si dividono ?
  3. Come si utilizzano ?
  4. Come si riconoscono ?
  5. Come s’inseriscono nell’esposizione di un tema ?
  6. Come si applicano rapidamente ?

Molti di voi penseranno che io sia un megalomane, mi propongo, infatti, di spiegare l’impossibile… provarci non costa nulla e allora che ci frega!

Sostituire un accordo significa, una volta identificate le sue peculiarità in una serie armonica, inserire al suo posto un altro accordo che tuteli la funzione originaria o la sconvolga totalmente… mi spiego. Nell’analisi di uno sviluppo armonico ti sei affidato all’accordo di dominante per stabilire con esattezza la “regione tonale“; ogni accordo che precede o segue il V7 può essere ad esso relazionato, orbene è possibile tenere conto della funzione armonica determinata, oppure no; se un “Turnaround” di questa “schiatta”:

 

Bbmaj7        Gm7 Cm7        F7

è così rielaborato:

 

Dm7         G7 Ebmaj7        Amb5/7

non accade assolutamente nulla, hai sostituito senza “sfunzionalizzare“; se invece operi in questo modo:

 

Dbm7      D°7 Ebm7        Ab7

 

qualcosa di ben più interessante è avvenuto.

Per dipanare l’enigma descrivo le famiglie cui possono appartenere le sostituzioni:

  1. Sostituzioni idiomatiche.
  2. Sostituzioni primarie.
  3. Sostituzioni d’approccio o di moto.
  4. Sostituzioni di tritono.
  5. Sostituzioni per scambio parallelo.

Termini